[...]le motivazioni per cui le sculptures che Italo Antico realizzò in rame o in ferro intorno al 1958 mantengono una consapevolezza strutturale dell'immagine alimentata da una profonda concentrazione melanconica. Ciò porta ad accentuare la tensione spiritualistica nei termini di una plastica impressionisticamente animata, salvo restando la serpeggiante inquietudine di un approdo provvisorio in cui la ricerca è assieme forza coesiva ed elemento sovvertitore.[...]
Col 1967 Antico pare aver scelto con più decisione la propria via: le sue opere posseggono ora pienamente le caratteristiche speciali della scultura e vivono di una completa libertà plastica. Concepite in tre dimensioni, proprio nel momento in cui la scultura italiana pare vincolata a un linguaggio plastico bidimensionale, sono testimonianza dell'impegno dello scultore nei confronti di una forma affermantesi nella piena diffusione nello spazio.[...] Mila Pistoi