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Antico procede per ipotesi di attivazione emotiva dello spazio attraverso
linee di materia-luce (acciaio inossidabile). La sua scultura è
tipicamente segno nello spazio; segno che tuttavia la dimensione
spaziale-ambientale (lo spazio abitabile, cioè interno, in
modo peculiare) implica per intero. Non si tratta cioè di
una sorta di episodio grafico che accada nello spazio: è
esattamente una presa di possesso dello spazio ambientale esistenziale
attraverso un segno-luce che ne delinea una circostanza dimensionale,
che se lo appropria insomma attraverso possibili coordinate. [...]
Enrico Crispolti